Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, la costruzione della ferrovia della Val Tanaro rappresentò uno dei più importanti interventi infrastrutturali per questo territorio montano. La linea, lunga 35 chilometri, collegava Ceva a Ormea, risalendo il corso del Tanaro e attraversando paesaggi di grande suggestione.
Proposta già a metà dell’Ottocento come possibile collegamento tra il basso Piemonte e la Liguria di Ponente, la linea fu realizzata solo tra il 1889 e il 1893, con progressive aperture dei diversi tratti fino al completamento dell’intero percorso.
 

Nucetto: una stazione nel cuore della valle

Dopo aver lasciato la pianura e attraversato gallerie e ponti, la ferrovia giungeva a Nucetto, uno dei punti centrali del tracciato. La stazione rappresentava un nodo importante per la mobilità locale, inserita in un territorio che conciliava numerose attività agricole collegate ai principali centri della zona. Il passaggio del treno contribuì a rafforzare i rapporti tra le comunità della valle, facilitando il trasporto di persone e merci lungo un asse fino ad allora difficile da percorrere.
 

Una ferrovia tra ponti, gallerie e paesaggi

Il tracciato della linea seguiva fedelmente l’andamento del fondovalle, attraversando più volte il fiume e adattandosi alla morfologia del territorio. Tra Ceva e Nucetto si trovano alcuni dei ponti più significativi, parte di un percorso complessivo che conta nove attraversamenti del Tanaro e sette gallerie.
La ferrovia offriva ai viaggiatori scorci continui di boschi, pareti rocciose e borghi storici, in un alternarsi di paesaggi che ancora oggi rappresentano uno degli elementi più distintivi della valle.
Nonostante le ambizioni iniziali, la linea rimase incompleta: il prolungamento verso la costa ligure, fino a Oneglia, non fu mai realizzato. Questo limite ne condizionò fin dall’inizio il ruolo, relegandola a una funzione secondaria nel sistema ferroviario.

Il museo ferroviario di Nucetto

Nel corso del tempo, molte stazioni furono ridimensionate e il servizio progressivamente ridotto, fino alla sospensione definitiva nel 2012. Una nuova fase si è aperta nel 2016, quando la linea è stata inserita nel progetto Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane Binari senza Tempo. Da allora, la ferrovia è stata riattivata per fini turistici, permettendo di riscoprire il territorio attraverso viaggi su convogli storici.
Un ruolo centrale nella conservazione della memoria ferroviaria è svolto dal Museo ferroviario della linea Ceva-Ormea, ospitato nell’ex magazzino merci della stazione.
Il museo racconta le diverse fasi della storia della linea: dalla sua progettazione e costruzione all’elettrificazione, fino alla dismissione e alla rinascita turistica.
Attraverso documenti, materiali d’epoca e ricostruzioni, offre uno spaccato della vita ferroviaria e del suo impatto sul territorio. Accanto ad esso, il Museo storico di Nucetto approfondisce la storia e le attività dell’Alta Val Tanaro.

Ferrovia e territorio: una memoria che attraversa il tempo

La presenza della ferrovia ha inciso profondamente sullo sviluppo economico e sociale della valle. Ha facilitato la circolazione dei prodotti locali, come castagne, legumi e cereali di montagna, e ha contribuito a rendere più accessibili località turistiche e termali come Garessio.
Oggi, accanto al tracciato ferroviario, si sviluppano percorsi naturalistici e ciclopedonali che permettono di vivere il paesaggio in modo lento, mantenendo vivo il legame tra infrastruttura e ambiente.
La ferrovia della Val Tanaro, e in particolare la stazione di Nucetto, rappresentano un esempio significativo di come un’infrastruttura possa trasformarsi nel tempo da strumento di sviluppo economico a patrimonio storico e culturale. La storia di questa infrastruttura, fatta di ambizioni, limiti e nuove opportunità, continua a raccontare il rapporto tra comunità, territorio e mobilità.
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