Origini antiche tra storia e leggenda
Le radici di Bagnasco affondano probabilmente in epoca preromana. Il suffisso “-asco” del toponimo suggerisce un’origine ligure, mentre la tradizione orale conserva il mito della fata Banassena, figura leggendaria venerata dagli antichi abitanti in cambio di aiuto e protezione.
In età romana il territorio potrebbe essere stato legato al municipium di Albingaunum, anche se le tracce archeologiche sono scarse. Più evidente è invece il ruolo strategico dell’area in epoca altomedievale, quando la zona faceva parte della Maritima Italorum, territorio bizantino difeso da una rete di fortificazioni sui passi alpini.
Resti di un possibile insediamento fortificato (castrum) sono stati individuati nei pressi della chiesa di Santa Giulitta, luogo che la tradizione collega anche alla presenza saracena nel X secolo.
A partire dal XII secolo, Bagnasco seguì le vicende del marchesato di Ceva, nato dalla divisione dei territori di Bonifacio del Vasto. Nel 1391 la comunità ottenne importanti concessioni (le Conventiones), segno di una crescente autonomia locale.
Nel 1477 furono emanati gli Statuti, ulteriore passo verso l’autogoverno, anche se il controllo signorile rimase significativo ancora a lungo. Nei secoli successivi il territorio passò attraverso diverse dominazioni fino all’età napoleonica, quando fu inserito nel dipartimento di Montenotte, per poi entrare stabilmente nella provincia di Cuneo dopo la Restaurazione.